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1 - Relazioni

Indagare ''…sulle RELAZIONI UMANE'' è un ambito infinitamente esteso, dato che

soddisfatti i bisogni primari dell’essere umano legati alla stessa sopravvivenza (fame,

sete, riposo, protezione), la relazione si pone subito dopo come priorità dell’esistere. Le

relazioni con l'ambiente e i propri simili determinano infatti il senso e la qualità della nostra

vita.

 

Il tema nasce dalla necessità di affrontare le evidenti difficoltà di relazione presenti nella

società attuale (di coppia, di amicizia, famigliari, lavorative, istituzionali e comunque

con l’ambiente in generale) in un periodo in cui a causa di un individualismo esaltato,

le relazioni appaiono essere superabili a favore di una presunta indipendenza e

autosufficienza dell’uomo. In realtà, le relazioni sociali sono così indispensabili che non

ci rendiamo conto di quanto le esercitiamo (anzi di quanto non le esercitiamo) andando

al lavoro, a fare la spesa o tornando a casa, dove sempre più spesso viviamo nella

solitudine.

 

Affrontare insieme una difficoltà con dei colleghi di lavoro, scambiare una chiacchiera

con il proprio fornaio o chiedere un’informazione ad un benzinaio che poi ci controlla

anche l’olio della macchina, sta diventando sempre più un’ipotesi che una realtà. Questo

sistema che ci viene imposto ed in cui ci troviamo costretti ad adeguarci, prospettandoci

un’autonomia ed un’autoreferenza, sta di fatto isolandoci sempre più da un bisogno

primario dell’uomo che è appunto la relazione.

Andando a fare la spesa siamo noi che sappiamo dove e cosa ci interessa comperare

ed il conto è automatizzato, così al distributore o al casello autostradale, tutto va ‘’in

automatico’’ e anziché poter chiedere un informazione stradale, ora abbiamo il navigatore.

E’ ormai un’abitudine consolidata quella di non salutare le persone che incrociamo o che

ritroviamo in luoghi convenzionali, così come è scontato non conoscere il proprio vicino di

casa anche a distanza di anni. Ma com’è possibile allora parlare di condivisione, amore,

solidarietà e così di altre grandi e buone intenzioni, che prevedono una totale apertura

sulle relazioni con i propri simili?

 

Questa non è umanità, l’umanità è relazione. Questo è solo il modo per renderci deboli,

isolando l’individuo e non permettendogli di re-agire, illuso da una indipendenza fittizia

basata su un proprio piccolo ego, incapace di guardare oltre il piccolo e misero orizzonte,

della propria utilità e convenienza. Considerando che dentro questa crisi devastante,

causata da un individualismo che rende sterile in partenza ogni relazione, per ‘’il potere’’

impedire la relazione si delinea e trasforma in una reale forma di controllo.

 

Il punto da evidenziare però è un altro ancora: perché seguendo questo istinto naturale,

ci sposiamo, diamo fiducia ad un presunto amico, ci esaltiamo insieme per un impresa

da affrontare e siamo disposti ad associarci per realizzare degli obiettivi? Tutto questo

sembrerebbe affermare la forza consociativa del mettersi in relazione come prerogativa

innata dell’essere umano e come passaggio indispensabile per la sua realizzazione, in

realtà la difficoltà ad intrecciare relazioni e soprattutto a sostenerle evitando il fallimento,

sembrerebbe dipendere più che dall’uomo, da questa fase storica che vede l’esaurirsi di

un ‘’sistema’’ anche di relazioni, in cui le relazioni stesse andranno rifondate partendo da nuovi criteri di condivisione e partecipazione.

 

Giampietro Massella