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Religion 1

Oggi che sopravviviamo al vuoto della confusione... 

….ognuno inseguendo la sua religione... :

“Si sono spaccate le chiese, le istituzioni sovranazionali sono senza alcun credito, e si va alla ricerca di soluzioni plausibili, di ciò che è stato fino ad oggi il nostro credo.

Siamo rimasti spiazzati e vogliamo sopravvivere alla caduta inarrestabile, di quello che credevamo fosse più di un sistema, per lo meno non solo una struttura, per salvare le anime.

Ma non stiamo parlando di anima, ma forse semplicemente di animi, di forza d'animo, di animi semplici. Che fino ad ora avevano risposte sicure e garantite da leggi millenarie. Le leggi che erano sopravvissute alle istituzioni e alla storia dell'uomo, intendo quella quotidiana, leggi che risalivano a Dio e assicuravano l'Eternità.

Oggi che si parla di queste cose, sembra assurdo che per tanto tempo e così tante generazioni, uomini illustri, governi e potenti scellerati, lungo il corso della storia, abbiano rispettato questo Dio, solo perché sigillato da una autorità ebraica non ancora sovvertita  e fondato su una Chiesa cristiana romana ancora in vita.

E' chiaro che stiamo parlando di questo DIO, del nostro DIO, quello di Israele, il PADRE NOSTRO, colui che governa il mondo, colui che è governato da NOI.

E allora è questo che vengo a confidarvi:

Lasciateli fare, lasciateli dire, purché non ci complichino la vita, purché non disturbino il nostro godere.

Anzi se potremmo usare quel Dio per le nostre ignominie ben venga.

È un Dio usurpatore, che ben si presta, un Dio tiranno, che non ammette tradimento, un Dio che per il rispetto è pronto a punire.

Così potremmo usarlo:

loro lo curano e mantengono, noi lo adoperiamo, in nome dell'ingiustizia dell'uomo.

Questa fu un'idea non abbastanza brillante-ingegnosa,

risolvere i problemi ignominiosi in nome di questo Dio,

non fu abbastanza d'astuzia.

I ribelli erano pronti a combatterlo

e a fare di noi dei massacri con le rivoluzioni.

Allora derivammo un Dio di Compassione, assai di moda in Oriente, un'emanazione terrena da poter essere imitata da quelli senza speranza. Simile all'uomo, anzi Figlio dell'Uomo, e come lui con debolezze e passioni da dover sublimare.

Un Dio per quegli animi arditi, di grandi intenti, pronti al sacrificio per una giusta causa, che avrebbero guastato il nostro pantano e il nostro grugnire.

Per questo non li abbiamo lasciati soli, ma accompagnati come bravi genitori, verso il martirio, soluzione definitiva, ricca di stimoli e molti altri sottintesi per le generazioni future. In effetti quanti ci lasciarono la vita in nome Suo, per ciò che aveva incarnato, ed erano i più pericolosi.

La persecuzione, la tortura e la morte, divennero un cammino di santità e non bastarono bestie feroci, ne atroci tormenti, né grotte isolate in cui mortificarsi.

Il Dolore divenne l'auspicio e la forza per vincere se stessi, una banale formula di autodistruzione di cui mai si resero conto.

Questa fu la vera scoperta. Soffrire significava non morire nell'altra vita e tutto ciò divenne la ragione plausibile per sopportare. Il Dolore divenne il miglior mezzo per espiare una natura terrena e acquisire meriti nell'aldilà.

Loro stessi crearono figure sublimi, nemici acerrimi della carne, per sancire ed assicurare la via della santità e concepirono questi tramiti potenti attraverso cui chiedere intercessioni , innalzandoli ad obiettivi di fede e devozione, qualità indispensabili per far parte di questo gioco divino.

E da quando Cristo aprì il Regno dell'Amore a  buon mercato,

voi tutti diventaste più buoni, noi tutti ad approfittarne.

voi tutti fratelli, noi tutti padroni.

…....................................................................................

Ma fu tutto un inganno, fin dall'inizio, un inganno quello del serpente, un inganno quello di eva, un inganno quello di caino. E la vittima esplicita l'uomo, colui che deve subire e sopportare il suo triste destino.

Per sopravvivere a questo travaglio, così abbiamo prodotto filosofi, magnifici architetti, artisti infatuati, menti eccezionali, visionari esploratori, inventori di utopie. Ma per i poveri uomini valeva sempre la regola del gioco al massacro. E quante di guerre ci siamo inventati. Mentre noi godevamo e le nostre progenie, con il nostro peccato -quello dell'origine- si espandevano per il pianeta”.

“...Lasciatelo in fondo a quel pozzo, in fondo a quella cella, troverà le sue ragioni all'esistenza, incredibilmente saprà sopravvivere, sopra l'ingiustizia e l'abbandono. Se non la sua carne sopravviverà la sua forza d'animo, che darà frutti per generazioni, salvandoci dalla nostra stessa rovina...

E soprattutto a questi uomini dotati, non fate avere figli, queste progenie vanno estirpate, questi eventuali eroi vanno sterilizzati. Per questo inventammo celibato, clausura e castità, non per controllare una pulsione, ma per vincerla e renderla inefficace, affermando che senza questa oppressione dell'istinto non è raggiungibile la perfezione.

Questo genere d'uomo che spesso si autodistrugge, va estirpato, eliminato. Solo così potremmo arrivare ad essere i padroni del Mondo.

E questi uomini, non lasciateli mai soli, potrebbero ravvedersi di questo misero sotterfugio, di cui abbiamo fatto un paradigma universale.

Vincere le passioni -la nostra vera forza, la nostra cupidigia-...”

Ed il Dubbio, che fin dall'inizio non è mai stato trascurato, che fin dal primo testamento inquietò adamo il primo uomo, abramo il patriarca, e tutti i più grandi profeti, fu la vera sfida a cui l'uomo non seppe mai rinunciare.

Ma fu tutto un inganno, anche questa zizzania che facemmo dilagare dentro il genere umano, fino a manifestarlo tra i più  fedeli discepoli di Cristo. Quel dubbio che lui stesso rischiò di accettare sulla croce, un  ipotesi plausibile che in un attimo  poteva vanificare tutto il suo operato, per noi così importante. Importante per eliminare i puri di cuore, come si facevano chiamare, e quegli stessi umani che sentivano ravvivarsi dentro i loro istinti animali la fiamma della giustizia, mentre invocavano umiltà.

Attenti al Dubbio.

Infine tutto dovrà procedere senza alcun dubbio”,

 

CONTINUA...

                                   

 

                                                                                                          Giampietro Massella.

           

 

 

FINE 1a PARTE